
Cosa certifica il successo di un’iniziativa, di un evento pubblico? Vari aspetti ma, forse, il più importante è il gradimento dimostrato da chi vi ha partecipato.
Ebbene, per quanto riguarda la Mostra fotografica “Scorci della città: Udine com’era e com’è” aperta al pubblico dall’8 al 28 settembre 2026, i giudizi dei numerosi visitatori udinesi o provenienti da altre città (Trieste, Napoli, Torino…), nonché da altre nazioni come Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Irlanda, Canada, Argentina, Venezuela, ecc., sono stati estremamente positivi. Basta leggere i lusinghieri commenti – spesso entusiastici – rilasciati sul quaderno che gli organizzatori hanno messo a disposizione di coloro che desideravano manifestare le proprie considerazioni al termine del percorso. Si va da espressioni come “Mostra bellissima, affascinante, interessante, meravigliosa”, “Bellissima iniziativa”, “Lavoro eccelso” a testimonianze come “Che meraviglia confrontare le immagini della nostra città e vedere i cambiamenti”, “Non si possono immaginare gli scorci di Udine ormai lontani, senza le vostre ricostruzioni”, “Passato e presente fusi alla perfezione”… e poi le parole degli emigrati e dei loro figli e nipoti: ”Siamo capitati a Udine dopo 60 anni e questa Mostra mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Grazie”, “Vengo dall’Argentina per conoscere la terra dei miei antenati e questa sorpresa mi è servita molto per capire Udine dell’epoca”. Non sono mancate le manifestazioni di nostalgia e di rimpianto per ciò che non c’è più: la roggia che scorreva in varie parti della città, il tram che l’attraversava, alcuni edifici storici come il cinema Eden, poi demoliti….

E’ stata inoltre segnalata da molti visitatori l’utilità della presenza dei partecipanti al laboratorio che hanno voluto essere presenti, per quanto possibile, negli orari di apertura della mostra, proprio per accompagnare, conoscere e spiegare.E così i commenti forse meno attesi e per questo maggiormente significativi riguardano, ad esempio, la performance da “guida” di Alberto: oltre ad aver contribuito in modo determinante alla realizzazione della Mostra, si è messo nei panni dell’investigatore curioso e determinato a scandagliare minuziosamente la realtà udinese del passato e a cogliere le varie fasi di trasformazione della città. Obiettivo centrato, stando ai commenti rilasciati dai visitatori: “Abbiamo avuto la fortuna di conoscere Alberto, uno del gruppo, che ha arricchito la nostra visita con aneddoti interessanti”; “Grazie ad uno dei fotografi che ci ha deliziati con le spiegazioni”; “Mostra emozionante, soprattutto grazie alle spiegazioni accurate del signor Alberto” e via elencando…

L’innegabile successo dell’iniziativa riempie di orgoglio i componenti dell’Atelier ed è motivo di soddisfazione che ripaga il lavoro al quale tutti, in forme diverse, hanno partecipato, come è stato ben espresso da questo saluto, forse il più gradito: “Un abbraccio a tutti per esprimere a tutti i miei complimenti per il successo della mostra!! Bravi!!! Il vostro maestro Giorgio”.
Ciò che resta alla chiusura della Mostra è una rinnovata consapevolezza che i risultati si raggiungono con l’impegno, la dedizione, ma soprattutto con la passione e la curiosità di nuove scoperte che rendono umili ricercatori gli amanti della bellezza.

L. C.

