Dall’11 ottobre 2025 al 12 aprile 2026 a Villa Manin di Passariano è allestita la Mostra Confini da Gauguin a Hopper, uno degli eventi di maggior interesse del programma GO 2025 Nuova Gorica–Gorizia capitale europea della cultura. L’importanza dell’esposizione, la collocazione geografica che la rendono una meta facilmente raggiungibile per gli abitanti di Udine e dintorni, ma soprattutto l’estremo interesse che riveste un evento del genere per chi si cimenta in campo artistico, sono state le motivazioni che hanno reso imperdibile l’occasione per proporre una visita agli iscritti dei laboratori di disegno-pittura-fotografia dell’Atelier Buonavia. Molti utenti hanno aderito all’iniziativa fissata per martedì 18 novembre 2025 e si sono trovati, chi autonomamente, chi a gruppi nelle auto disponibili, a Passariano davanti agli spazi riservati dell’Esdra di Levante, dove è collocata la Mostra ed hanno iniziato la visita. Con l’utilizzo di comode ed esaurienti audioguide, i partecipanti hanno percorso due secoli di storia dell’arte – l’ottocento ed il novecento – passando in rassegna 130 capolavori provenienti da prestigiosi musei europei ed americani in cui i migliori artisti del tempo, da Turner a Friedrich, da Monet a Pissarro, da Van Gogh a Cézanne, Gauguin, Munch, Modigliani, Matisse, Bacon, fino a Rothko ed Hopper esprimono il concetto di confine come spazio fisico, simbolico, spirituale, rappresentando cieli sconfinati, paesaggi naturali, esotici ed interiori, ciascuno secondo la propria, originale espressione artistica.
Gli iscritti all’Atelier hanno attentamente osservato, gustato e giudicato i singoli capolavori, con la sensibilità educata da un percorso alla percezione della bellezza che per molti avviene ormai da alcuni anni e che li ha resi partecipi dell’esperienza umana che si riflette sempre in ogni vera opera d’arte. Alcuni aspiranti pittori hanno anche trovato ispirazione per le opere che stanno realizzando: il mare in bonaccia o in tempesta, il cielo sereno, stellato, con ogni varietà di nubi, la natura in ogni sua manifestazione, i ritratti, gli squarci di vita nelle case e nei villaggi….
Insomma, la visita alla Mostra “Confini da Gauguin a Hopper” è stata una occasione speciale per una felice, proficua immersione nelle opere di artisti affermati da parte di appassionati ricercatori della bellezza, impegnati con serietà, pazienza ed entusiasmo ad esprimerla nei propri disegni, dipinti, fotografie.
Eccoci! Pronti a riprendere l’attività dell’Atelier, per continuare la nostra bella avventura di amicizia e benessere nell’arte.
Quest’anno una sorpresa: attiveremo un nuovo laboratorio di pittura a olio per “PRINCIPIANTI ASSOLUTI”, in modo che chi lo desidera possa provare l’ebbrezza del pennello in piena tranquillità!
Ovviamente i principianti saranno bene accolti anche nei laboratori di DISEGNO e di FOTOGRAFIA CON SMARTPHONE.
La settimana potrebbe essere così scandita:
LUNEDI’ 9.30 – 12.00: DISEGNO (esperti e principianti)
MARTEDI’ 9.30 – 12.00: PITTURA AD OLIO (esperti)*
MERCOLEDI’ 9.30 – 12.00: PITTURA AD OLIO (esperti)*
GIOVEDI’ 10.00 – 12.00: FOTOGRAFIA con smartphone (esperti e principianti)
VENERDI’ 9.30 – 12.00: PITTURA AD OLIO (SOLO principianti)
* ciascuno deve scegliere la propria giornata di partecipazione, fino all’esaurimento dei posti.
Per raccogliere le iscrizioni ai laboratori di DISEGNO e PITTURA, con informazioni e chiarimenti per i neofiti, ci troviamo MARTEDI’ 16 settembre, alle ore 10.00 in Atelier, piazza 1° maggio 24 (scalinata della Basilica). I laboratori inizieranno regolarmente con lunedì 22 settembre.
Il laboratorio di FOTOGRAFIA inizierà, con informazioni e iscrizioni, GIOVEDI’ 18 settembre alle ore 10.00, sempre in Atelier.
Ringraziamo in anticipo i due tutor, Maddalena (pittura e disegno) e Giorgio (fotografia), per la disponibilità, e con loro tutti i volontari di BUONAVIA ODV che collaborano in diversi modi alla riuscita dell’attività.
N.B. Si ricorda che l’attività è gratuita e riservata alle persone ultra-sessantacinquenni. Inoltre l’accettazione dell’iscrizione ai laboratori avviene fino all’esaurimento dei posti disponibili (in ordine di data di iscrizione).
A presto!
NUOVI AMICI NELL’ARTE rientra negli INTERVENTI PROGETTUALI DI PARTICOLARE RILEVANZA 2025 finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia
Alzi la mano chi, tra gli abitanti di Udine, pensa di non sapere tutto, ma proprio tutto della propria città. In effetti, è opinione comune che per un turista una giornata o addirittura poche ore siano sufficienti per vedere ciò che è interessante, caratteristico, significativo di Udine e cioè: piazza della Libertà, ovvero la piazza più veneziana dopo quella di S. Marco, piazza Matteotti, meglio conosciuta con l’antico nome di piazza S. Giacomo, piazza Patriarcato con la sede vescovile, il Museo diocesano e le Gallerie del Tiepolo e poi il Duomo, il Castello, via Mercatovecchio, gli innumerevoli bar ed osterie, i palazzi, le ville e le case generalmente in ottime condizioni, le rogge e i giardini… Questa è Udine per un visitatore occasionale ed è impossibile che sfugga quello che resta a chi la abita o frequenta da tanto tempo. Non siamo mica a Roma dove ci sta che un cittadino autoctono ignori l’esistenza di un monumento, di una fontana, di una chiesa tra le migliaia di opere esistenti nella città eterna.
Più che opportuna è stata, dunque, l’iniziativa di Buonavia Odv che, nell’ambito del progetto “L’arte: una strada per il benessere” realizzato con il contributo del Comune di Udine e del Progetto OMS “Città Sane”, ha proposto, per l’anno 2025, ai propri iscritti ai laboratori di disegno, pittura e fotografia un percorso conclusivo intitolato “Udine: una città da scoprire”.
Gli “artisti” hanno accettato la duplice sfida: dimostrare, innanzitutto, che questa città è molto di più di tutte le cose bellissime ed ammirate da coloro che la visitano: ci sono particolari, scorci, elementi figurativi che vale la pena conoscere e far emergere dall’anonimato in cui si trovano; in secondo luogo, documentare che le opere più famose e significative della città possono acquistare una dimensione nuova ed affascinante se si evidenzia un aspetto, se si fa emergere un elemento solitamente in secondo piano, se si svela qualcosa non immediatamente percepito, se sono collocate all’interno di un contesto vivo, animato da eventi e personaggi.
Così, anche questa circostanza è diventata, per i partecipanti all’Atelier di Buonavia, l’occasione per lanciarsi nell’impresa con la determinazione e l’entusiasmo ampiamente dimostrati nelle precedenti iniziative.
I pittori hanno riprodotto, in quadri ad olio o acrilico e guidati da Maddalena Cecutti, immagini di Udine dando a ciascuna la propria personale interpretazione. I fotografi hanno battuto palmo a palmo la città, dall’alba al tramonto e perfino di notte per cogliere con i loro scatti tutte le sfumature possibili concesse dalle diverse gradazioni di luce, naturale ed artificiale.
Dopo alcuni mesi impegnativi ed entusiasmanti, sono stati realizzati diversi quadri e una marea di fotografie, tra le quali il tutor Giorgio Zuppello ha scelto, tenendo conto dello spazio a disposizione, quelle da collocare nella Mostra, allestita nel chiostro della Basilica delle Grazie dal 6 al 15 giugno 2025 e comprendente oltre alle opere con a tema la città di Udine, una serie di quadri su paesaggi notturni.
Alcuni tra coloro che vedranno l’esposizione saranno sorpresi di sapere che quella statua, quella colonna, quello scorcio, si trova a Udine; altri, pur riconoscendo elementi familiari nelle immagini rappresentate si stupiranno nel cogliere una luce, un’angolatura, un particolare emergente che rende nuovo il giù saputo.
Il giudizio finale spetta naturalmente ai visitatori; tuttavia, al termine di questo percorso, si può affermare che la Mostra può rappresentare un’interessante, piacevole occasione per approfondire la conoscenza di Udine, una città che, senza offrire le grandi opportunità proprie delle metropoli, si rivela comunque sorprendente, genuina e raffinata con tanti piccoli e grandi tesori da ammirare e continuamente riscoprire.
E, per chi visita la mostra, ci saranno anche altre sorprese…
“Ho trovato davanti a me persone capaci ed altrettante che non avevano mai usato un pennello. É stata decisamente un’avventura. Oggi, con immenso entusiasmo, sono orgogliosa di presentare la loro seconda esposizione”.
Queste lusinghiere espressioni appartengono a Maddalena Cecutti, l’esperta che segue da oltre tre anni l’attività dei laboratori di disegno e pittura organizzati, assieme a quello di fotografia, da Buonavia Odv per persone over 65: il 23 settembre 2024 è iniziato il terzo progetto, finanziato dal Comune di Udine e denominato: L’arte: una strada per il benessere.
A Maddalena Cecutti fa immediatamente eco Giorgio Zuppello, responsabile del laboratorio di fotografia: “Siete stati bravissimi, avete fatto un ottimo lavoro. Sono orgoglioso di voi”.
Ma di che si tratta? A che cosa si riferiscono le parole pronunciate dagli esperti dei laboratori “artistici”?
Occorre fare un passo indietro e riandare a lunedì 20 gennaio scorso, giorno in cui, con il laboratorio di disegno, è ripresa l’attività dopo la sospensione dovuta alle festività natalizie ed al secondo laboratorio di iconografia. Agli iscritti presenti in quella mattinata, Maddalena Cecutti si rivolge con questa proposta: il 14 febbraio, com’è noto, ricorre la festa di S. Valentino, particolarmente sentita e tradizionalmente celebrata nel Borgo Pracchiuso, dove si trovano la Basilica delle Grazie e la sede dei laboratori di Buonavia. Perché, dunque, non trarre ispirazione dalla festa e dal contesto in cui si svolge per realizzare delle opere da esporre in quei giorni nel Chiostro della Basilica?
Detto, fatto! Come già ampiamente dimostrato, questi allievi sono aperti ad ogni sfida, desiderano misurarsi con ogni nuova proposta, senza anteporre perplessità, titubanze, o evidenziare innanzitutto problemi ed ostacoli, accampare scusanti e pretendere assicurazioni. Manca meno di un mese? Certo si tratta di una difficoltà oggettiva, tuttavia, con l’aiuto della maestra e dedicandosi con l’impegno necessario, senza lesinare tempo ed energie, è possibile farcela. Così, ognuno sceglie uno scorcio del Chiostro o un elemento caratteristico attinente alla festa di S. Valentino e si lancia nell’impresa.
La stessa proposta, ampliata nel contenuto, viene riportata agli iscritti al laboratorio di fotografia, ai quali viene consigliato di rappresentare non solo il Chiostro nei suoi vari elementi ed i tradizionali simboli di S. Valentino, ma anche via Pracchiuso con i suoi negozi, i bar, le botteghe artigianali e tutto ciò che fa parte della vita di un luogo tra i più caratteristici e ricchi di tradizioni della nostra città. Anche in questo caso, nessuna obiezione da parte dei fotografi ma, al contrario, un’adesione entusiastica ed incondizionata.
Sono state settimane impegnative, in cui nessuno si è risparmiato, ma come sempre accade quando si ama ciò che si fa, sulla fatica sono prevalsi la curiosità di esplorare nuovi contenuti, l’orgoglio di esporre in pubblico le proprie opere, la serenità di un luogo in cui si fondono armonicamente impegno e buonumore.
Naturalmente, terminato di dipingere, di disegnare, di fotografare, l’attività non si è conclusa. Rimaneva, infatti, da svolgere un compito più prosaico, ma non meno importante e cioè l’allestimento della Mostra che, come già sperimentato nel giugno scorso in occasione della prima esposizione delle opere realizzate dai partecipanti all’Atelier di Buonavia, richiede tempo ed una miriade di svariate operazioni. É stato bello vedere all’opera insieme, senza distinzioni di categorie, insegnanti ed allievi, organizzatori, collaboratori e volontari. Alla fine, come da programma, giovedì 13 febbraio, vigilia di S. Valentino, le opere comprendenti 15 quadri e 31 fotografie sono state collocate sugli appositi espositori predisposti nel Chiostro della Basilica delle Grazie, precedute da una bellissima locandina di presentazione realizzata, ovviamente, da uno dei partecipanti al laboratorio di pittura.
La sequenza delle tele e delle foto catturano immediatamente l’attenzione per la familiarità dei contenuti con l’ambiente circostante (chiostro, festa e quartiere): in particolare, i dipinti che hanno come oggetto il Chiostro, propongono gli archi, le volte, i corridoi, gli androni, le lunette con le immagini e, addirittura, con le scritte in latino, lasciando trasparire la luce che, insinuandosi dalle porte e dalle arcate fra le colonne, illumina e fa risaltare i particolari: ne deriva un senso di serenità e di pace che solo il richiamo al sacro riesce ad infondere.
La serie delle foto impressiona, invece, per la varietà e la ricchezza degli argomenti trattati soprattutto per quanto riguarda la vita del borgo che emerge in tutta la sua vivacità ed autenticità negli oggetti, negli animali, nei volti, nei gesti e nelle diverse attività quotidiane: uno spaccato di vita semplice ed autentica come raramente è possibile cogliere oggi nelle città. L’attività fotografica ha permesso, inoltre, un contatto non formale ma genuino e cordiale con molti dei protagonisti della vita di via Pracchiuso, che sono stati felici ed orgogliosi di essere stati ripresi e riconosciuti dai conoscenti che hanno visitato l’esposizione.
Nella classica fotografia, davanti alla Mostra, i volti dei pittori trasmettono oltre il consueto entusiasmo, una tranquilla, chiara consapevolezza di un altro traguardo raggiunto nella propria realizzazione umana e nei rapporti interpersonali. Qual è il segreto? Nessun segreto, né tanto meno ricette. Basta lasciarsi stupire dalla realtà intorno a noi ed assecondare lo sconfinato desiderio di bellezza del nostro cuore.
Nel mese di ottobre 2024 il Comune di Udine – U.O. Progetti Area socio sanitaria (Città Sane) ha finanziato il progetto L’ARTE: UNA STRADA PER IL BENESSERE, presentato dall’associazione Buonavia Odv, che proponeva la realizzazione di laboratori artistici destinati a persone over 65 e a rischio solitudine.
La motivazione alla base di una scelta progettuale orientata ad attività artistiche è che risulta dimostrato il potere delle arti nel migliorare il benessere, e una delle caratteristiche di innovazione di questo progetto consiste proprio nel promuovere salute attraverso la scoperta e l’espressione delle proprie sensibilità artistiche.
È stato quindi possibileattivare laboratori nell’ambito delle arti figurative (disegno, pittura, fotografia con smartphone) in cui promuovere l’apprendimento di tecniche specifiche e il confronto/condivisione delle proprie esperienze sul campo da parte dei partecipanti.
I laboratori del progetto, infatti, sono spazi aperti al contributo e al confronto in ambito artistico, prescindendo dagli specifici livelli di preparazione e di esperienza nel campo delle arti figurative; nonostante le fragilità legate all’età e/o alle condizioni di salute, i partecipanti hanno potuto iniziare, anche con entusiasmo, qualcosa di completamente nuovo senza paura.
Persone entrate nella cosiddetta “terza età”, attraverso le arti figurative in cui si stanno impegnando, possono imparare a guardare ancora con occhi nuovi.
Inoltre, attraverso le attività dei laboratori è possibile riscoprire la città di Udine ed i suoi angoli caratteristici, a volte preziosi gioielli che l’abitudine non ci fa più notare ed apprezzare.
In questo filone si colloca la prima delle esposizioni dei lavori previste dal progetto, che sarà realizzata nel chiostro della Basilica delle Grazie, in cui troveranno posto le tele prodotte con pittura a olio dai partecipanti, i disegni e le stampe delle fotografie realizzate con smartphone aventi come tema ispirante la festa di San Valentino, tradizionale evento di Borgo Pracchiuso, e il suo contesto.
La visita è libera nelle ore di apertura del Chiostro, dal 14 al 19 febbraio dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.
Giovedì 16 gennaio si è concluso il secondo laboratorio di Icone organizzato da BUONAVIA ODV all’interno del progetto L’ARTE: UNA STRADA PER IL BENESSERE, finanziato dal Comune di Udine nell’ambito di OMS “Città Sane” e indirizzato a persone ultrasessantacinquenni.
Il laboratorio era iniziato martedì 7 gennaio nei locali dell’Atelier, in piazza I maggio 24.
I partecipanti, che avevano frequentato nel marzo 2024 il primo laboratorio, hanno aderito con entusiasmo alla proposta di realizzare un’icona di scuola greca raffigurante la Madre di Dio della Tenerezza, pur sapendo che si sarebbe trattato di un’opera ben più complessa ed ardita del Cristo Pantocratore prodotta nel primo corso. In questo caso, infatti, le figure da rappresentare erano due e comprendevano non solo il volto, ma anche la parte superiore dei soggetti, in particolare il manto della Vergine, ampiamente drappeggiato. Ma, si sa che le imprese quanto più appaiono ardue tanto più esercitano attrattiva e, soprattutto, che l’esperienza vissuta in precedenza, così umanamente ricca e gratificante, richiedeva una completa conferma.
La garanzia per un felice, proficuo percorso era dunque fornita dalle forti motivazioni dei partecipanti, ma l’asso nella manica era rappresentato dalla maestra, Marilisa Cosatti, che da Genova si è presentata puntuale all’inizio fissato per il laboratorio, entusiasta e determinata come e più degli allievi. Come si conviene incominciando un cammino lavorativo, l’iconografa ha presentato il progetto, cioè l’opera da realizzare, consegnando a ciascuno una immagine della stessa, una serie di fotocopie delle varie fasi della scrittura delle due figure e, quindi, la strumentazione necessaria: la tavola in legno gessato, i pennelli di vario tipo e dimensione, le ciotole e le varie polveri, tuorlo d’uovo e vino per ricavare i colori, e la foglia d’oro. La “Preghiera dell’iconografo” ha dato inizio, il primo e tutti gli altri giorni, all’attività che è poi proseguita, con una breve pausa, per l’intera mattinata, in un clima, via via più intenso, concentrato e nello stesso tempo disteso, cordiale e collaborativo.
La maestra è stata, naturalmente, la guida indispensabile, dimostrando tutta la propria competenza, disponibilità ed illimitata pazienza nello spiegare, nel ripetere, nel correggere, nel valorizzare ogni minimo progresso ed ogni piccolo traguardo conquistato.
Ma chi l’ha detto che seguire delle indicazioni, tentare di immedesimarsi con lo spirito ed i contenuti trasmessi dall’insegnante, accettare gli errori e, di conseguenza, le correzioni, siano una mortificazione della creatività, un ostacolo all’espressione integrale delle proprie capacità, un incentivo alla passività? Niente di tutto questo è accaduto nell’esperienza vissuta dai partecipanti al laboratorio. Certo, scrivere un’icona non è come dipingere un quadro: ci sono delle tecniche tramandate da secoli che vanno adottate, simbolismi da rispettare, strumenti particolari da utilizzare; c’è tanto da conoscere e da imparare, ma la grandezza e l’importanza dello scopo – realizzare una vera icona – la bellezza dell’opera, la condivisione di difficoltà, fatiche, insuccessi, nonché, dei progressi, delle scoperte, dei traguardi raggiunti, la pazienza, la determinazione messe in campo hanno prodotto il risultato sperato. É impressionante soprattutto che, nonostante le icone rappresentino tutte la stessa immagine, nessuna è uguale all’altra. “Gli occhi sono totalmente vostri, dovete farli come l’ispirazione vi suggerisce…” ripeteva la maestra. Ed infatti, lo sguardo in particolare, ma anche le tonalità più o meno intense, il drappeggio del manto hanno reso ogni opera unica e “figlia” di chi l’ha riprodotta.
L’orgoglio, la soddisfazione, perfino la commozione sono palpabili nei volti degli “iconografi” immortalati nelle foto, singole e di gruppo eseguite da Giorgio e Clara, del laboratorio di fotografia, al termine dell’ultima mattinata di lavoro.
L’icona della Madre di Dio della Tenerezza va ad aggiungersi a quella del Cristo Pantocratore realizzato nel laboratorio precedente e, nei desideri espressi da tutti, attende il futuro capolavoro da attuare nel prossimo laboratorio.
Cosa si fa al termine di un percorso formativo che, con la sola interruzione del periodo estivo, ha impegnato docenti ed allievi dal 25 gennaio 2023 al 26 maggio 2024 nei laboratori di disegno, pittura e fotografia di “Un Atelier per tutti”? Naturalmente, una Mostra! Superfluo dire che forse nessuno dei componenti dell’Atelier ha mai organizzato un evento del genere, ma laddove difetta l’esperienza, non manca certo l’entusiasmo.
E così si parte con l’individuazione del luogo nel quale allestire la Mostra. Non ci sono dubbi nel considerare il suggestivo Chiostro della Basilica delle Grazie come la sede più idonea per l’esposizione e la richiesta in tal senso viene accolta dalla Comunità religiosa dei Servi di Maria. A questo punto ogni pittore mette a disposizione alcune delle proprie opere, mentre per i fotografi il maestro sceglie, tra le foto inviate dagli allievi, quelle più interessanti da esporre.
Allestire una Mostra non è affatto banale: bisogna decidere le modalità del montaggio e, quindi, il materiale da acquistare e da utilizzare, confrontando le proposte, valutando le conseguenze operative e, soprattutto, è necessario… mettersi all’opera. Sono stati giorni intensi nei quali tutti si sono impegnati, tra fili, nastri adesivi, spaghi, ganci, stampanti e taglierine, con il coordinamento e la fattiva partecipazione dei maestri Maddalena Cecutti e Giorgio Zuppello e di alcuni volontari, alla fine, ventinove quadri e nove pannelli con oltre sessanta fotografie sono esposti da giovedì 6 giugno nel Chiostro delle Grazie. L’esposizione avrebbe dovuto chiudere domenica 9 giugno, ma, a grande richiesta, le opere rimarranno esposte fino alla domenica successiva.
L’impatto che l’insieme delle opere produce sul visitatore è interessante e piacevole, grazie agli effetti della luce, all’esplosione dei colori, alla vivacità delle forme che emergono dai paesaggi, dai volti e dagli oggetti del vivere quotidiano. Certamente, nessuna di queste opere ha varcato la soglia di un qualche museo… per ora! Né ha ottenuto valutazioni entusiastiche di qualche critico d’arte… per ora! Per ora, appunto, queste opere rallegrano le pareti della propria casa, la cucina della figlia, la cameretta della nipote… “Bello quel quadro, di chi è?” “L’ha fatto la mia nonna!” Tanto basta per riempire di soddisfazione e di orgoglio gli autori… per ora!
Ultimato l’allestimento, non poteva mancare, secondo le più antiche tradizioni locali, il “licof”, ovvero il brindisi celebrativo per la fine dei lavori e, in aggiunta, anche il saluto a conclusione del percorso formativo. I partecipanti si sono, dunque, ritrovati giovedì 6 giugno nella sede dell’Atelier, ricolma di bibite, stuzzichini, dolci di ogni tipo, rigorosamente forniti da ciascuno, come del resto si è verificato durante tutto l’anno. In un’atmosfera cordiale e festosa la presidente, nel salutare i presenti ringraziandoli per l’assidua e intensa partecipazione alle attività, ha evidenziato gli ottimi risultati raggiunti grazie all’impegno ed alla passione di maestri ed allievi, ma soprattutto, l’intensificarsi dei rapporti interpersonali. In questi mesi, si è infatti cementata l’amicizia tra le persone, che si sono dimostrate aperte al confronto, desiderose di imparare, disponibili a condividere le proprie esperienze, gratificate per i risultati propri e dei colleghi.
Sarà compito degli organizzatori rispondere all’unanime richiesta degli utenti di proseguire un percorso che è stato così importante ed arricchente per ciascuno, individuando nuove possibilità e forme di attività. Feriti dalla bellezza e segnati dall’amicizia questi “ragazzi” sono pronti a ripartire “perché vivere è ricominciare, sempre…”.
Alcuni aderenti all’Atelier di disegno, pittura e fotografia hanno espresso il desiderio di visitare a Padova la Mostra “Da Monet a Matisse” e la Cappella degli Scrovegni. Buonavia Odv ha accolto l’invito ed ha organizzato la visita, alla quale hanno aderito una quindicina di persone. Qualche giorno prima della partenza, l’Associazione ha proposto un momento di presentazione dei due eventi: la Mostra sugli impressionisti ed il ciclo pittorico realizzato da Giotto nei primi anni del 1300 sulla storia della salvezza, nella Cappella edificata dalla facoltosa famiglia padovana degli Scrovegni.
E così, in una bella mattinata di sole, giovedì 4 aprile 2024, gli aderenti all’iniziativa si ritrovano puntuali, all’orario stabilito, davanti al Palazzo Zarabella di Padova, sede della Mostra. Alle 10,30 inizia la visita. In un affascinante percorso nelle sale del Palazzo, sono esposte le 59 opere provenienti dal Brooklyn Museum di New York realizzate da artisti quali Monet, Cezanne, Morisot, Renoir, Degas, Matisse, Rodin, Chagall, a cavallo di due secoli e i visitatori dell’Atelier, muniti di audioguide ed educati da oltre un anno di laboratori artistici, sono in grado di apprezzarne i colori, la forma delle pennellate, gli effetti della luce, la diversità degli stili: dall’impressionismo al simbolismo, al cubismo, all’astrattismo.
All’uscita del Palazzo, c’è solo il tempo per una rapida visita del centro storico di Padova e per un veloce spuntino. Alle 14,30, la comitiva si ritrova all’ingresso della Cappella degli Scrovegni e, dopo un breve filmato di presentazione, entra nella Cappella. L’impatto è emozionante con i 180 mq della volta rappresentante il cielo stellato di un intenso azzurro e gli oltre 500 mq di pareti affrescate. Nonostante la brevità del tempo consentito per la permanenza all’interno della Cappella, i visitatori hanno la possibilità di percepire la rivoluzione apportata da Giotto nella pittura: l’uso dei colori e delle forme, l’espressione dei volti, l’intenso realismo degli episodi, i personaggi colti nella loro umanità più autentica, protagonisti di una storia raccontata attraverso delle scene mirabilmente rappresentate.
Terminata la visita, i partecipanti si scambiano opinioni, giudizi, scoperte e la percezione di una intensa giornata vissuta all’insegna della bellezza: non solo le opere ammirate, ma anche la semplicità autentica dello stare insieme hanno reso questo evento stupendo ed appagante. Un bellissimo ricordo, immortalato dalle numerose, splendide immagini realizzate da Giorgio e Clara, fotografi “ufficiali” dell’Atelier.
Marzo 2024: un nuovo evento è in programma all’Atelier della Grazia, dove, da oltre un anno, si svolgono i laboratori di disegno, pittura e fotografia riservati alle persone “di una certa età”.
Da giovedì 14 a venerdì 22 marzo tutte le attività sono state sospese per lasciare spazio ad un Laboratorio di Iconografia per principianti proposto da Buonavia OdV. La notizia del nuovo laboratorio programmato dall’Associazione si è immediatamente diffusa e numerosi sono stati gli aderenti; purtroppo solo i primi otto dei richiedenti hanno potuto essere ammessi all’iniziativa.
Giovedì 14 marzo, l’iconografa Marilisa Cosatti, udinese di nascita ma attualmente residente a Genova, ha aperto il Laboratorio fornendo una breve ma esaustiva presentazione dell’attività proposta: come sono nate le icone, quali sono le tecniche ed i materiali utilizzati per realizzarle, qual è l’atteggiamento richiesto a coloro che si cimenteranno in questo percorso.
Innanzitutto, viene spiegato che l’icona è la rappresentazione di immagini sacre (Cristo, la Vergine, i Santi), che non si dipinge come un quadro qualsiasi, ma si scrive, rappresentando fedelmente le figure secondo canoni e simboli precisi tramandati nel tempo. Il materiale utilizzato è tutto ciò che di prezioso offre la natura: il tuorlo dell’uovo, il vino, l’essenza di lavanda, pigmenti naturali ricavati da terre e pietre preziose, come il lapislazzulo e la foglia d’oro. É evidente che i soggetti da raffigurare e l’utilizzo di questi materiali richiedono attenzione, precisione, ordine ed un clima generale che dovrà essere il più possibile raccolto e silenzioso.
Vengono, quindi, distribuiti a ciascuno il materiale occorrente, la copia da raffigurare, cioè il Volto di Cristo ed un opuscolo descrittivo/esplicativo.
L’impresa, perché di questo si tratta, è ardita ed apparentemente impossibile. Nel pochissimo tempo a disposizione, bisogna infatti, imparare una tecnica nuova e realizzare i colori manipolando il materiale a disposizione; ma quasi tutti questi “ragazzi” hanno già fatto un percorso da “mai tenuto un pennello in mano” alla realizzazione di veri e propri dipinti, tutti dignitosi e alcuni dei piccoli capolavori. E poi c’è la maestra! La sua fiducia incrollabile, la sua certezza che la partita è possibile e, dunque, va giocata e soprattutto l’anteporre ad ogni obiezione l’attrattiva del soggetto da realizzare, trasmettono agli allievi, credenti e non, la consapevolezza e l’entusiasmo per cimentarsi nella prova.
Sono stati sette giorni intensi in cui tutti i partecipanti si sono impegnati con attenzione, diligenza, tenacia, senza mai cedere all’impazienza, all’ansietà, allo scoramento.
Grande merito, va ribadito, è stato dell’iconografa. Marilisa Cosatti ha, infatti, seguito tutti, passo dopo passo, uno ad uno, insegnando, sollecitando, correggendo e valorizzando ogni particolare positivo.
La conseguenza? Allievi, attivi, sereni, instancabili ed alla fine pieni di gratitudine; nel laboratorio un clima disteso, raccolto, collaborativo.
Un’iniziativa pienamente riuscita? La risposta può essere rappresentata dalla foto di gruppo scattata l’ultima ora di venerdì 22 marzo e raffigurante alunni e docente schierati sulla gradinata della Basilica delle Grazie, sorridenti ed appagati. L’apprendimento dei principi basilari dell’iconografia può considerarsi felicemente concluso ed ogni allievo mostra orgoglioso il proprio capolavoro: la scrittura dell’icona con il Volto del Pantocreatore.
A fine febbraio si è concluso il laboratorio “Come e perché leggere ai bambini”, un percorso seguito con passione dai nonni alle prese con albi illustrati e storie da raccontare, interpretare e immaginare insieme ai bambini.
L’ iniziativa, sorta all’ interno del progetto TeatrAndando, ha riscosso molto successo e purtroppo alcune richieste di partecipazione non hanno potuto essere accettate per esaurimento dei posti. È sorto quindi il desiderio di darsi uno strumento che possa favorire, in modo molto semplice, un incontro tra persone che hanno normalmente occasione di verificare come il racconto e la lettura di storie e fiabe sia per i bambini un’importante possibilità di crescita e di divertimento costruttivo. Con l’aiuto di Marco Pellegrini, libraio e formatore, che ha guidato il corso, si è pensato quindi di costituire una piccola biblioteca, raccogliendo alcuni testi illustrati per bambini che sono stati particolarmente apprezzati durante le lezioni; la raccolta di libri rimarrà a disposizione sia per supportare eventuali nuove iniziative, sia per offrire possibilità di incontro e di scambio tra adulti coinvolti nell’ educazione dei bambini.
Per le informazioni e i prestiti dei testi, rivolgersi a Irene (cell.3406699608) e a Elena (cell.3487921689).
QUI potete scaricare l’elenco dei libri a disposizione.
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