Riceviamo questa lettera inviata da una partecipante ai laboratori di pittura organizzati da Buonavia OdV nella sede dell’Atelier al Largo delle Grazie di Udine. La pubblichiamo volentieri e la ringraziamo per aver condiviso un’esperienza dolorosa, intensa, ricca di scoperte della propria umanità ed averla resa viva ed incontrabile mediante una rappresentazione pittorica. L’opera di seguito descritta è stata donata alla LILT dall’autrice.

Guarire da una malattia grave è un percorso che tocca corpo, mente e cuore insieme. Ogni donna lo vive a modo suo, ma ci sono sensazioni che riguardano tutta la persona. Il corpo, ad esempio: il respiro che torna, all’inizio è fatica, ma consapevole, poi piano piano diventa più lungo, più profondo. Quel primo respiro “facile” sembra un regalo, si succedono giorni di forza e giorni di stanchezza, il corpo ti dice “vai piano” e tu impari ad ascoltarlo.
La mente, poi, è attraversata da sensazioni di sollievo misto a paura: “e se torna?” È normale. La guarigione non cancella subito l’ansia. Col tempo la fiducia cresce, come cresce la gratitudine per le persone, per i medici, per il corpo che ha resistito. Spesso si inizia a dare valore a cose che prima sembravano scontate, ad assaporare la voglia di riprendere in mano la vita: progetti, desideri messi in pausa.
Infine, il cuore: sperimenti vulnerabilità e forza insieme, ti senti più fragile, ma anche più coraggiosa. Hai guardato in faccia qualcosa di grande e sei ancora qui, avverti una connessione nuova con chi ti è stato vicino e con te stessa (ho sentire molte donne dire “mi conosco meglio ora”) è, letteralmente, una speranza che respira: ogni giorno che passa senza dolore, con un respiro in più, è un passo verso la guarigione.
È un po’ come uscire da sott’acqua. All’inizio riemergi piano, fai fatica a prendere aria. Poi la luce diventa più forte, i colori tornano e capisci che puoi nuotare di nuovo.
È questo che volevo rappresentare con questo quadro “RISALENDO DAGLI ABISSI“: risalire piano dai coralli, attraversando raggi di luce che pulsano dall’alto come se il sole filtrasse sull’acqua, e la silhouette di una donna / sirena che si muove appena con la corrente. Desidero condividere questa risalita, farne quasi sentire anche il suono.
Ho usato colori blu-verdi profondi che virano al magenta e giallo in alto, per far sembrare che proprio la luce filtri dall’alto mentre questa donna/ sirena risale in superficie dal fondo del mare. Gli schizzi e le colature dovrebbero dare l’idea di bolle e correnti. La silhouette al centro sta proprio “risalendo” e i capelli e la coda si allungano verso l’alto. Ho usato una tecnica mista giocando sulle trasparenze leggere e colpi di spatola più materici, soprattutto nel rosa/viola in alto a destra. I coralli in basso sono più definiti e ancorano la scena. Volevo proprio rappresentare il momento esatto del passaggio dal buio alla luce, dal peso al respiro dell’aria in alto, ma soprattutto volevo dare un po’ di forza a tutte le donne che lottano!
Auguri a tutte.
Marilena Sarra




















